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  • Un sorridente Gabriele D'Annunzio
  • Leggiadria e rivoluzione: Isadora Duncan
  • Francobollo del 1920 per la celebrazione dell'impresa fiumana
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1 - I NELOGISMI CONIATI DA GABRIELE D’ANNUNZIO
2 - CURIOSITA’
3 - CITAZIONI
4 - BIBLIOGRAFIA


1 - I NELOGISMI CONIATI DA GABRIELE D’ANNUNZIO

D’Annunzio stabilì ,in una lettera inviata a Giovanni Agnelli per chiedergli un parere,che la parola “automobile” fosse di genere femminile,affermando che: "L’Automobile è femminile. Questa ha la grazia, la snellezza, la velocità di una seduttrice; ha inoltre una virtù ignota alle donne: la perfetta obbedienza”.

Il poeta tradusse la parola “sandwich” in “tramezzino” che diventò d’uso comune,oltre ad introdurre espressioni come “Velivolo” e “Folla Oceanica”.

2 - CURIOSITA’

Nel 1916 D’Annunzio fu ferito ad un occhio e,nonostante il parere medico sfavorevole,continuò a partecipare ad azioni belliche aeree e di terra. In quel periodo compose Notturno utilizzando delle sottili strisce di carta che gli permisero di scrivere nella più completa oscurità, necessaria per la convalescenza dalla ferita che l'aveva temporaneamente accecato

D'Annunzio era massone e 33° grado "honoris causa" della Gran Loggia d'Italia detta di Piazza del Gesù

Durante l’occupazione di Fiume,D’Annunzio impiegò l’olio di ricino come strumento di tortura; Questa pratica venne ripresa anche dal regime fascista.

Gabriele D’Annunzio conobbe a Parigi l’amica intima di Eleonora Duse, Isadora Duncan,rivoluzionaria danzatrice americana che mise in discussione gli schemi della danza classica introducendo elementi innovativi che condussero alla nascita della danza moderna; Nel 1927 la Duncan morì tragicamente poichè la sua sciarpa rimase impigliata nelle ruote della Bugatti su cui era a bordo mentre esclamava rivolta verso i suoi amici: “Addio,amici! Vado alla Gloria!”



3 - CITAZIONI

Nel 1914 Giovanni Pastrone,con il nome d’arte di Piero Fosco, girò la prima versione del grande kolossal “Cabiria”.
A scopi promozionali,sfruttando l’enorme popolarità di cui D’Annunzio godeva, Pastrone ingaggiò il poeta per comporre alcuni commenti scritti ,che presero il nome di “Didascalie Vergate”,frasi enfatiche dall’accentuato lirismo che diedero all’opera immenso prestigio. D’Annunzio non si limitò solo a scrivere i commenti,ma supervisionò soggetto e sceneggiatura,oltre a scegliere i nomi dei personaggi,tra cui Maciste,che rimase impresso nella storia e nella cultura cinematografica.
A partire dal 1911 vengono tratti da personaggi dannunziani un notevole numero di film ,tra cui: La Gioconda, La nave ,La fiaccola sotto il moggio e La figlia di Jorio.
Nel 1947 è uscito Il delitto di Giovanni Episcopo per la regia di Alberto Lattuada, mentre L'innocente ha avuto una prima trasposizione nel 1911 e una seconda 65 anni dopo, per la regia di Luchino Visconti.

CITAZIONI SU GABRIELE D’ANNUNZIO E LETTERE


-Benito Mussolini avrebbe detto: « D’Annunzio è come un dente guasto: o lo si estirpa o lo si ricopre d’oro »

-Francesco Alberoni in “Sesso e Amore” afferma che :” D'Annunzio non lascia mai deteriorare un amore, lo interrompe sempre prima, quando si accorge che non alimenta più la sua creatività. È questa la differenza con Don Giovanni. Don Giovanni colleziona successi in competizioni amorose, mentre D'Annunzio usa l'amore come fonte di creatività artistica. Egli continua la relazione in base a questo solo criterio. Nel momento in cui si accorge che quell'amore non alimenta più il suo genio, rompe e cerca subito un altro amore. Così si conserva del primo il sapore, il desiderio, che trasferisce immediatamente alla nuova persona che gli appare più evocativa, più stimolante. E si butta nella avventura totalmente, anima e corpo, senza risparmiarsi, ma avendo sempre in mente con estrema chiarezza che il fine dell'amore, il suo senso, non è la creazione di una coppia, o di una famiglia, o di qualsivoglia altra cosa, ma solo la creazione artistica. Quando scoppierà la Prima guerra mondiale vi si butterà fino in fondo, come se fosse un altro amore, l'ultimo.

Alessandra Carlotti di Rudinì ,che fu sedotta da D’Annunzio nel 1903 e venne da lui abbandonata nel 1906,successivamente prese i voti e fu conosciuta con il nome di Madre Maria di Gesù, scrive a D’Annunzio:”Avrei una sola domanda da farvi in risposta alla vostra lettera: perché mi parlate così? Voi "maestro di vita"… siete così inesperto nell'interpretare gli atteggiamenti e i gusti delle donne che incontrate? E allora vi parlerò chiaramente: desidero di essere lasciata alla mia solitudine che mi è cara, che mi è rifugio._No, Maestro, non voglio essere il vostro grande amore e non voglio cullare la vostra anima al ritmo musicale del mio canto. Non amo cantare. Amo i cavalli, i cani, la caccia, e tutte le cose che mi mettono in condizione di provare agli uomini che non tutte le donne sono animali da preda. Nella nostra ultima passeggiata mi avete chiamata "Nike", e nella vostra lettera mi chiamate ancora così. Perché? Quale vittoria rappresento io? La Vostra o la mia? Ditemi in che modo avete riportato una vittoria su me; ditemi su chi o su che cosa ho io riportato una vittoria. Ho piuttosto la sensazione di aver subito una sconfitta...”

Isadora Duncan disse di D’Annunzio :«L’amante più meraviglioso del nostro tempo è Gabriele D’Annunzio. […] D’Annunzio era un così grande amante che poteva trasformare la donna più ordinaria e darle per un momento l’apparenza di un essere celeste».



CITAZIONI DI GABRIELE D’ANNUNZIO

“Credo nell'esperienza di un fato che ci genera e ci costringe a sporcare la faccia del mondo per vedere come ce la caveremo. Per difendermi ho imparato a maneggiare il fango. In fondo solo col fango una mano sapiente può costruire qualche cosa che resista al fuoco. Anche se i più lo maneggiano non per costruire, ma per insozzare e per distruggere.”

“Chi potrà dire quando e dove sien nate le figure che a un tratto sorgono dalla parte spessa e opaca di noi e ci apariscono turbandoci? Gli eventi più ricchi accaddono in noi assai prima che l'anima se n'accorga. E, quando noi cominciamo ad aprire gli occhi sul visibile, già eravamo da tempo aderenti all'invisibile.”




4 - BIBLIOGRAFIA


“D'Annunzio e la piovra fascista. Spionaggi al Vittoriale nella testimonianza del federale di Brescia” di Alberto Festorazzi (ed. Il Minotauro) 2005

”La parola tramata. Progettualità e invenzione nel testo di D'Annunzio”
di Giammarco Marilena (ed. Carocci) 2005

“ Onde d'inchiostro. Marconi, D'Annunzio: storia di un'amicizia”
di Annamaria Andreoli (ed. Abacus) 2004

“I cento piaceri di d'Annunzio” di Daniela Musini (ed. Nuovi Equilibri) 2004.

“Logos e mythos.Studi su Gabriele D’Annunzio” di Pietro Gibellini (ed. Olschki) 1985


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