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  • Una sentinella sorveglia i detenuti
  • Parenti e amici tentano di scorgere i loro cari tra i detenuti in rivolta
  • I detenuti protestano per le loro condizioni inumane
  • I familiari salutano i carcerati,tentando di scorgerli
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1 - MUTAMENTO GENETICO
Alla fine degli anni '60 la popolazione carceraria compie una svolta definitiva. Dalla vecchia malavita, “perbenista”, che impostava la vita in carcere sulla base del codice Rocco, di epoca fascista, e di una sotterranea intesa tra mafia e secondini, si passa a una nuova generazione di ribelli, con forte senso di appartenenza al gruppo e una marcate insofferenza a ordini e gerarchie. Inoltre la nuova stagione di lotte operaie e studentesche esplode anche all'interno del carcere; i detenuti cominciano ad acquistare la coscienza di essere una frazione del proletariato sfruttato che, solo nella lotta collettiva può trovare il suo riscatto, così che le prime insubordinazioni vivacizzano le gerarchie malavitose e mafiose che spesso garantivano dentro il carcere ordine ed assenza di conflittualità.
La prima rivolta carceraria è del '69 alle "Nuove" di Torino, città operaia in cui qualche mese prima era avvenuta la prima occupazione universitaria. Il movimento di lotta dei detenuti proseguì per anni nelle carceri delle più grandi città italiane. Si denunciavano le condizioni di vita ed i regolamenti interni varati sotto il fascismo. Lo Stato rispose con la repressione (trasferimenti nei carceri punitivi e in manicomi criminali), ma anche con la riforma carceraria che arriva nel 1975 (legge n.354). Di lì a poco arrivarono però i carceri speciali per i detenuti politici (1977) e, nel 1986, la legge Gozzini che apriva le porte del carcere a misure di detenzione alternativa.

2 - LOTTA CONTINUA E "I DANNATI DELLA TERRA"
Tra le organizzazioni della sinistra extraparlamentare è soprattutto Lotta Continua ad impegnarsi sui temi del 'carcerario', seguiti dal 1970 con un'apposita Commissione e con la rubrica "I dannati della terra" , pubblicata sul giornale del gruppo. Il titolo è mutuato da un'opera di Frantz Fanon, medico psichiatra che negli anni '60 ebbe profonda influenza nelle lotte anticoloniali; Fanon indentificava nella massa di persone che compongono il sottoproletariato, tra cui i detenuti, una forza determinante per il processo rivoluzionario. Nel 1972 Lotta Continua pubblica un volume, "Liberare tutti i dannati della terra", in cui figurano scritti di detenuti collegati a LC, molti dei quali diverranno esponenti dei NAP.
Tra le prime 'organizzazioni combattenti' affermatesi in ordine di tempo, i NAP (Nuclei Armati Proletari), attivi appena quattro anni, dal 1974 al 1977, presentano caratteristiche peculiari. Ciò che li distingue fin dalla nascita è anzitutto la componente sociale, rappresentata dal delinquente comune, il sottoproletariato che vive nell'illegalità. Accanto a studenti e a qualche operaio, nelle fila dell'organizzazione prevalgono, infatti, gli extralegali, ex-carcerati che hanno assunto una 'coscienza politica'.

3 - POPOLAZIONE CARCERARIA: LOMBARDIA E SICILIA FANNO IL PIENO
Nell’immediato dopoguerra i carcerati a San Vittore erano oltre 3000 (a fronte di una capienza dichiarata di 700 posti) , ma l’amnistia del ’47 svuota le carceri. Che tornano a riempirsi negli anni ’70 quando vengono inquisite 6000 persone per attività sovversive, di cui 4.200 incarcerate e un centinaio riparati in Francia con lo status giuridico di esuli. Negli ultimi 15 anni poi la popolazione carceraria è raddoppiata, nonostante l’amnistia del 2006 dell’ultimo Governo Prodi. Secondo gli ultimi dati del Ministero di Giustizia nelle carceri italiane al 28 febbraio 2010 ci stanno 66.692 detenuti, di cui solo 2878 donne, con la massima concentrazione in Lombardia e Sicilia e la minima in Trentino e Valle d’Aosta. I detenuti in attesa di primo giudizio sono 15.241, i detenuti stranieri 24.768. La popolazione carceraria compie un nuovo cambio pelle: in maggioranza tossici, seguiti da stranieri e in terza istanza i mafiosi o camorristi soggetti al 41 bis.

4 - LA SITUAZIONE NEL 2010
Con l’amnistia del 2006 sono uscite dal carcere 35 mila persone, ma, come rileva il SAPPE (Sindacato autonomo polizia penitenziaria), “senza però prevedere un contestuale ripensamento della politica della pena”. Attualmente, rileva ancora il Sappe, a fronte di 67mila detenuti, i posti letto disponibili sono poco più di 43 mila e il corpo di Polizia penitenziaria “è sotto organico di 6 mila unità. Nel Piano carceri, non ancora approvato dal Parlamento, sono previste assunzioni per 2 mila agenti, non sufficienti a fronteggiare la situazione. Intanto da inizio del 2010 in suicidi nelle carceri italiane al 27 aprile sono arrivati a 22, una media superiore a 5 suicidi al mese.



5 - CITAZIONI
"Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiam deciso di imprigionarli
durante l'ora di libertà
venite adesso alla prigione
state a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un'altra volta
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti."
(“Nella mia ora di libertà”, Fabrizio De André da “Storia di un impiegato”, 1973)


"Aveva in testa il berretto a visiera
E il suo passo appariva lieto e gaio
Ma non vidi mai alcuno guardare
Con tanta ansia la luce.
Non vidi mai alcuno guardare
Con tanta ansia negli occhi
L'esigua tenda azzurra
Che i carcerati chiamano cielo
(“La ballata del carcere di Reading” di Oscar Wilde, 1895)





RITAGLI

Questo canale ospita documenti filmati sulla storia del nostro Paese a partire dall'inizio del '900. I filmati sono suddivisi in categorie per facilitarne la consultazione: Sport, Costume e Società, Spettacolo, Grande Storia. Provengono dall’Archivio Moro e ora fanno parte del progetto “Mneo - Archivio Italiano della Memoria” che ne sta realizzando una versione in formato digitale. In questa sezione “Ritagli” ogni settimana saranno pubblicate nuove clip disponibili per la visione.
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