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1 – LA CRITICA: ACUTO E COMMOVENTE DRAMMA PSICOLOGICO
2 - ROMA, IL CINEMA IN CITTÀ. UN TEATRO DI POSA A CIELO APERTO
3 – CINECITTÀ, LA CITTÀ DEL CINEMA
4 - CURIOSITA’
5 - CITAZIONI


1 – LA CRITICA: ACUTO E COMMOVENTE DRAMMA PSICOLOGICO
Enrico, scrittore e giornalista in povertà, rievoca la propria vita e quella del fratello minore Lorenzo del quale ha appreso la morte. Dal romanzo (1947) di Vasco Pratolini: il migliore in assoluto dei tanti film pratoliniani per il mirabile equilibrio tra ricchezza emotiva dell'esperienza privata e contesto storico-sociale, il clima di dolente calma, la bellissima fotografia di Giuseppe Rotunno ispirata alla pittura di Rosai, la resa degli interpreti. (Il Morandini) . Fedele trasposizione del lungo racconto autobiografico di Vasco Pratolini (sceneggiato dal regista con Pratolini stesso e Mario Míssiroli), il film è un acuto e commovente dramma psicologico che riprende il tema dei rapporti affettivi colti nella cornice di un sorvegliato senso del paesaggio: qui, è soprattutto la scoperta di una persona diversa, eppure simile, sullo sfondo di una Firenze autunnale che "rende ancor più struggente e malinconico questo tardivo incontro". Forse, però, l'eccessiva fedeltà al testo pratoliniano ha finito per imbrigliare la forza espressiva di Zurlini, che rischia, nelle scene finali dell'agonia, di scivolare nel patetismo, "sostituendo al lirismo della confessione letteraria una sorta di maestà delle immagini capace di saturare l'emozione dello spettatore", unico vero limite di un film per altri versi esemplare. (Paolo Mereghetti "Dizionario dei film 1998"). Cronaca familiare è il libro più intimo di Vasco Pratolini. Pubblicato nel 1947, ha sempre goduto di una speciale preferenza da parte dei critici per la sua dolorosa autenticità. Non si tratta, infatti, di una vicenda di fantasia ma, come dice l’autore stesso, di un “colloquio con il fratello morto”, la cui spiritualità Pratolini si accusa di aver compreso troppo tardi. (Tullio Kezich, “Corriere della sera”). Si costruisce tutto sul rapporto fra due fratelli, cresciuti l’uno lontano dall’altro e ravvicinati poi dalla vita fino al giorno in cui il più giovane dei due muore di malattia. Il rapporto, nel testo letterario, era stato espresso con immacolato nitore, in un clima dolcemente ma sobriamente elegiaco, pervaso da notazioni drammatiche intime e raccolte, distese e armoniose, rese anche più intense da un procedimento narrativo che, anziché raccontare gli eventi al lettore, li ricordava al personaggio che li aveva subiti cui l’autore costantemente si rivolgeva in seconda persona. (Gianluigi Rondi – “Il Tempo”)

2 - ROMA, IL CINEMA IN CITTÀ. UN TEATRO DI POSA A CIELO APERTO
Le strade di Roma si trasformano praticamente ogni giorno in set cinematografici. Probabilmente non c’è città europea che sia comparsa in più film. La tendenza, esplosa negli anni Cinquanta, non si è mai arrestata. Possiamo, solo per ricordarne alcuni, parlare della scena della “Dolce vita” alla Fontana di Trevi con Anita Ekberg che fa il bagno vestita,oppure di Piazza Navona come si vede nel “Talento di Mr. Ripley”. E che dire del Parioli reso così bene in “Bianco e nero”, film della Comencini con Fabio Volo? Ponte Milvio poi ha subito l’attacco dei lucchettari, dopo il film di Francesco Moccia “Ho voglia di te”. Nanni Moretti poi, da sempre cultore di location romane, in “Caro Diario” ha scelto di omaggiare il sito dove è stato ucciso Pier Paolo Pasolini (grande cultore delle borgate romane). Il suo tour in Vespa si apre alla Garbatella e si conclude all’Idroscalo di Ostia, dopo un’escursione a Spinaceto, ovvero l’emarginazione: “E allora andiamo a Spinaceto!”. Il Pantheon è rientrato nel “Ventre dell’architetto” di Peter Greenway, il gasometro ne “Le fate ignoranti” di Ferzan Ozpetek, il Colosseo compare, all’interno, nel thriller fantascientifico Jumper. Inpiazza della Rotonda è stata girata una scena di Umberto D.Piazza Navona compare anche in “Poveri ma belli” e “Ieri oggi e domani”. Palazzo Taverna in “Ritratto di signora” di Jane Campion. Al 44 di Piazza Farnese Pietro Germi aveva ambientato il suo “Un maledetto imbroglio”, adattamento da “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” di Gadda. E per finire, come dimenticarsi di Audrey Hepburn in “Vacanze romane”? L’ambasciata dove risiedeva la principessa era Palazzo Barberini, in piazza Barberini.

3 - CINECITTÀ, LA CITTÀ DEL CINEMA
È il 28 aprile 1937 quando viene inaugurata Cinecittà – la città del cinema – lungo la via Tuscolana: una grande area in cui trovano posto teatri di posa, laboratori, magazzini, sartorie, uffici tecnici. Negli anni Cinquanta e Sessanta, le grandi produzioni americane trovano a Cinecittà tutte le strutture necessarie a realizzare i colossal ispirati all’antica Roma: Quo vadis? di Mervyn Le Roy con Robert Taylor (1951); Ben Hur di William Wyler con Charlton Heston (1959); Cleopatra di Joseph Mankiewicz con Elizabeth Taylor (1963). Nascono a Cinecittà anche le opere più importanti dei maggiori registi italiani del dopoguerra, come Federico Fellini e Luchino Visconti. E qui, infine, vengono realizzati alcuni film dei maestri del neorealismo, come Vittorio De Sica e Roberto Rossellini.

4 - CURIOSITÀ
Secondo vari studiosi il libro “Cronaca familiare” sarebbe stato scritto in breve tempo e, per gran parte almeno, nella stanza 304 dell'Hotel Savoy, a Firenze.

A partire dal settembre 2009 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd di “Cronaca familiare”, distribuito da Medusa Home Entertainment.

I film di primaria importanza girati a Roma sono 79. Il primo è stato “Giulio Cesare” di Giovanni Pastrone, nel 1909. (Fonte Wikipedia)

Cinecittà in cifre: area totale: 400.000 metri quadrati; piscina di 7.000 metri quadrati; 22 teatri di posa; 280 fra camerini e uffici; 21 sale trucco; 82 fra attrezzerie, magazzini e laboratori per artigiani; un set naturale all'aperto, di oltre 1.000 ettari, presso il lago di Bracciano.

5 - CITAZIONI
"Questo libro non è un'opera di fantascienza. È un colloquio dell’autore con suo fratello morto. L’autore, scrivendo, cercava consolazione, non altro. Egli ha il rimorso di avere appena intuita la spiritualità del fratello, e troppo tardi. Queste pagine si offrono quindi come una sterile espiazione". (Vasco Pratolini dall’introduzione al romanzo)

"Ecco...trent'anni fa Roma era una città meravigliosa!"(Nanni Moretti)




RITAGLI

Questo canale ospita documenti filmati sulla storia del nostro Paese a partire dall'inizio del '900. I filmati sono suddivisi in categorie per facilitarne la consultazione: Sport, Costume e Società, Spettacolo, Grande Storia. Provengono dall’Archivio Moro e ora fanno parte del progetto “Mneo - Archivio Italiano della Memoria” che ne sta realizzando una versione in formato digitale. In questa sezione “Ritagli” ogni settimana saranno pubblicate nuove clip disponibili per la visione.
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Trastevere,Vicolo della Luce, 1961. Si sta girando “Cronaca familiare”, film tratto dal romanzo di Vasco Pratolini, con la regia di Valerio Zurlini e l’interpretazione di Marcello Mastroianni. Il film vincerà il Leone d’Oro a Venezia,
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