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1 - WALTER CHIARI, UN PROTAGONISTA DELLA “DOLCE VITA”
2 - LA MORTE MISTERIOSA CHIUDE UNA VITA AVVENTUROSA
3 - FACCIA DA SCHIAFFI … O DA PUGNI IN FACCIA?
4 - CURIOSITA’
5 - CITAZIONI


1 - WALTER CHIARI, UN PROTAGONISTA DELLA “DOLCE VITA”
Walter Chiari (Annichiarico di vero nome), protagonista del film “L’amico del giaguaro” nel ruolo di Alberto, un borseggiatore da stadio, assieme a Carlo Dalle Piane, Carlo Romano e Mario Carotenuto, è stato uno dei grandi protagonisti della “Dolce vita” internazionale degli anni ’60 e uno delle vittime preferite dei “paparazzi”. La sua vita sentimentale turbolenta l’ha portato spesso a essere affiancato alla starlette di turno, con un paio di colpi grossi nel carniere: il primo è Ava Gardner, grazie alla quale recitò a lungo in America, e il secondo Alida Chelli, con cui il rapporto, tra liti, interruzioni e riprese, durò a lungo, fino a portare alla nascita dell’unico figlio Simone, ora conduttore televisivo. La “vita spericolata” vissuta da Walter l’ha portato a essere informato della nascita di suo figlio da un secondino. Walter infatti stava scontando un periodo di prigione per uso e traffico di droga. Per lo stesso problema rischiò ancora il carcere qualche anno dopo. Polemico, ex fascista e anticomunista viscerale, Walter Chiari aveva come doni una simpatia umana e una mimica eccezionale, una parlantina irrefrenabile e la capacità, ormai smarrita, di raccontare barzellette. Molti critici sono portati a pensare che tutto il talento di Walter non sia stato sfruttato a pieno.

2 - LA MORTE MISTERIOSA CHIUDE UNA VITA AVVENTUROSA
Dopo una vita romanzesca, anche la morte di Walter Chiari non sfugge all’aneddoto e, in parte, al mistero. Era il 22 dicembre 1991, l’attore aveva 67 anni, un fisico atletico (era stato campione sportivo in gioventù: pugile, nuotatore, campione di bocce) e stava bene di salute. Per completare il quadro aveva fatto quel giorno stesso un chek up completo, risultato perfetto. Walter Chiari aveva in programma una cena con l’impresario teatrale Libero Zibelli, suo amico da oltre vent’anni, il quale non vedendolo arrivare chiamò la stanza 50 del residence Siloe di Via Cesari, dove l'attore viveva da solo da tre anni dopo essersi separato anche da Patrizia Caselli. Non ricevendo risposta Zibelli, allarmato, si recò presso il residence e sfondò la porta, trovando il povero Walter esanime sulla poltrona con gli occhiali sul naso e la televisione ancora accesa. La causa diagnosticata fu infarto

3 - FACCIA DA SCHIAFFI… O DA PUGNI IN FACCIA?
Il ricordo di Libero Cecchi, insegnante di pugilato di Walter Chiari al dopolavoro Isotta Fraschini. «Nonostante fosse un grissino, possedeva una vitalità incredibile e parlava con tutti. Dovevo urlargli di tacere, altrimenti mi mandava in tilt i ragazzi. Trovava argomenti su qualsiasi cosa. Ma si applicava più degli altri. Alto un metro e ottanta, faticava a superare i 54 chili. Un Ghandi. Nei mesi successivi mise qualche muscolo, non troppi anche perché non stava mai fermo. Lo feci debuttare come peso gallo, poi passò nei piuma e come tale nel '40 disputò i campionati lombardi giovanili e li vinse pure. Non andò mai agli assoluti, perché nel frattempo aveva iniziato a fare teatro o qualcosa di simile. Se non ricordo male, come ballerino, quelli di fila. Abitava in zona Garibaldi, ma si spostava sui Navigli, da quelle parti nascevano compagnie di rivista, dove oltre ai ballerini cerano pure le ballerine e Walter era molto attento all'altra parte delle mela. Una volta mi raccontò che aveva preso parte all' "Ora del dilettante", credevo si trattasse di un torneo di boxe, invece era una selezione per la rivista. Sostenne quel provino all'Olimpia di Largo Cairoli, che non c'è più. Non era certo negato per il pugilato, portava colpi veloci e potenti, vinse parecchie volte per ko, si muoveva molto. Sapeva anche legare, non voleva farsi segnare in faccia. Ma quello che sconcertava era la sua inventiva. Già attore in palestra. Tra una pausa e l'altra andò avanti fino al '42, mettendo assieme più di trenta incontri. Poi, dopo l'ultima "fantasia", lo consigliai da amico di scegliere il teatro". Accettò il mio consiglio, forse aspettava quell'invito, per dare sfogo alla vera vocazione».

4 - CURIOSITÀ
La strada di Carlo Delle Piane con quella di Walter, oltre che per “L’amico del giaguaro”, si incrociò in un’altra occasione. Nel 1986 alla mostra del cinema di Venezia Walter era sicuro di vincere la coppa Volpi come miglior attore per il film “Romance” che segnava un po’ la sua rinascita artistica. Pertanto aveva già brindato a champagne la sera prima. Ma la coppa andò a Carlo Delle Piane per il suo ruolo in “Regalo di Natale” di Pupi Avati.

La vicenda umana di Walter Chiari, sconfitto a Venezia, colpì proprio Pupi Avati che dieci anni dopo girò il film “Festival” dedicato proprio a questo episodio.

Walter Chiari, con Carlo Campanini, fu l’ideatore del tormentone del “Sarchiapone”, un animale misterioso che non si vede mai e che in realtà non esiste che Campanini trasporta in treno e Chiari vuole riuscire a scoprire cosa sia. La scenetta, improvvisazione dopo improvvisazione, crebbe così tanto da diventare un atto unico.

Molti anni dopo Vincenzo Salemme nel suo primo film da regista, “L’amico del cuore” ricopierà la scena del Sarchiapone, assieme a Carlo Buccirosso.

5 - CITAZIONI
«Amici, non piangete. E’ soltanto sonno arretrato.» (La lapide incisa sulla sua tomba al cimitero Monumentale di Milano)

«Hai provato a chiamarlo? E non lo hai trovato? Perché non provi a chiamarlo alle tre di notte? Almeno sei sicura di trovarlo in casa... Io faccio sempre così con i miei amici e li trovo sempre. È anche vero che non ho più amici». (Walter Chiari)

Bibliografia
“Il Sarchiapone” con videocassetta, ed Biblioteca umoristica Mondadori, 1999




RITAGLI

Questo canale ospita documenti filmati sulla storia del nostro Paese a partire dall'inizio del '900. I filmati sono suddivisi in categorie per facilitarne la consultazione: Sport, Costume e Società, Spettacolo, Grande Storia. Provengono dall’Archivio Moro e ora fanno parte del progetto “Mneo - Archivio Italiano della Memoria” che ne sta realizzando una versione in formato digitale. In questa sezione “Ritagli” ogni settimana saranno pubblicate nuove clip disponibili per la visione.
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"Amico del giaguaro" è un modo di dire per definire chi fa un gioco sporco o subdolo, un doppiogiochista, insomma. Dal ‘61 al ‘64 divenne il titolo di una trasmissione tv di grande successo condotta da Corrado, con Gino Bramieri, Raffaele Pisu e Marisa Del Frate, uno dei migliori varietà mai fatti in Rai. Nel 1959 invece con questo titolo venne prodotto un film con Walter Chiari, destinato a una fama fugace. Ecco l’inizio delle riprese.
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