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1 – ENRICO VIARISIO TRA I DIECI TESTIMONIAL PIU' PAGATI
2 – GLI SLOGAN PIU’ DURATURI
3 – UN MATTINO DI UN GELIDO GENNAIO A MILANO
4 - CURIOSITA’
5 - CITAZIONI


1 – ENRICO VIARISIO TRA I DIECI TESTIMONIAL PIU’ PAGATI
Secondo una statistica del 1965, condotta dalla "Domenica del Corriere", nel 1965 Enrico Viarisio, all’apice della popolarità per i caroselli Alemagna, era tra i dieci testimonial italiani più pagati dalla pubblicità. Piaceva la sua aria signorile, quel modo di recitare sempre in punta di forchetta, quell’eleganza naturale che si impennava al pensare il gusto di un prodotto Alemagna. Prima di lui in quella speciale classifica c’erano Rita Pavone (oltre 1 milione di lire), Vittorio Gassman e Ugo Tognatti (un milione), Mina (800 mila lire), Gino Cervi, Sylva Koscina ed Eleonora Rossi Drago (700 mila), Lina Volonghi (500 mila) e al nono posto Enrico Viarisio (400 mila), alla pari con Alberto Lionello e appena davanti a Ubaldo Lay, il celebre tenente Sheridan (350 mila). Da notare, tra tutti i nomi citati, che Viarisio è l’unico, tra questi, che era maggiormente famoso per la pubblicità che per la sua attività di attore.

2 – GLI SLOGAN PIU’ DURATURI
“Ullallà, ma è una cuccagna!” è uno degli slogan che ha fatto la fortuna di Carosello e uno dei più facilmente ricordati. Esistono diversi casi simili, di frasi inventate per la pubblicità che hanno avuto poi quasi una vita autonoma nella parlata quotidiana. A partire da “contro il logorio della vita moderna”, oppure “E che? C’ho scritto Jo Condor?” o ancora il famoso “Oh che maniere! Tutti fanno così perché sono piccolo e nero!” o ancora “Amore, quell’omm son mi!”. Storico era anche il “Cala, cala Trinchetto!” per passare poi al “Lo possiamo torturare?” col seguito di “Ma cosa vuoi torturare tu, porta pazienza!”. Ancora due frasi memorabili: “Sì, sì,. Sì, si, sembra facile” e “Però, nonostante tutti gli schiaffi che hai preso hai sempre una bella cera”.

3 – UN MATTINO DI UN GELIDO GENNAIO A MILANO
“Quando è nato era il 1957 ed era gennaiio. Provavo molto freddo, perché in inverno a gennaio a Milano è freddo. E mi ricordo che in questo freddo, in una piazza di Milano, piazza Giulio Cesare, dove c’è la Campionaria, eravamo in questo teatrino e mi sono trovato davanti Enrico Viarisio, che era di una gioventù incredibile nel 1957 … E mi ricordo che aveva capito da subito quasi da solo cosa bisognava fare per chiudere questo Carosello. Che doveva essere uno spettacolo dove poi, a un certo punto, entrava la pubblicità; però doveva entrarci in modo molto magico. Quando diceva “Ullallà, è una cuccagna!” si illuminava a tal punto che il signor Alemagna si è dimenticato che si stava facendo un po’ di umorismo sul suo nome. Poi è successo che la moglie di Alemagna, verso il mese di marzo, due mesi dopo, come entrava in un negozio e chiedeva di mandare la roba a casa, quelli le dicevano: “Il suo nome, prego?”. Lei rispondeva : “Alemagna” e quelli: “Ullallà, ma è una cuccagna!” (Mario Fattori, regista e produttore, nella trasmissione “Carosello che passione!” - 1977)


4 - CURIOSITA’
Alberto Lionello ha affiancato Enrico Viarisio negli ultimi Caroselli di Alemagna. Quando il regista Sandro Bolchi convinse la produzione dei Caroselli Cynar a sostituire Ernesto Calindri con Alberto Lionello fu un insuccesso pazzesco. Calo verticale delle vendite. E la Cynar dovette richiamare in tutta fretta il “vecchio” Calindri.

5 - CITAZIONI
“Guardavamo l’Oriente delle merci alla televisione, ogni sera, come un rito religioso. Ed entravamo nel paradiso lontano e possibile delle cose infinite da comprare. Una promessa di benessere in bianco e nero” (Aldo Nove)

“Dopo Carosello, tutti a nanna!” (Frase delle annunciatrici tv)

“Di lì a poco anche la pubblicità avrebbe perduto la sua innocenza, si sarebbe emancipata dai racconti e dagli sketch, per diventare infine soltanto se stessa, senza più veli” (Edmondo Berselli)


PER SAPERNE DI PIU'
“Tutto il meglio di Carosello (1957-1977)” a cura di Guia Croce. Libro + dvd, ed. Einaudi Stile libero, 2008



RITAGLI

Questo canale ospita documenti filmati sulla storia del nostro Paese a partire dall'inizio del '900. I filmati sono suddivisi in categorie per facilitarne la consultazione: Sport, Costume e Società, Spettacolo, Grande Storia. Provengono dall’Archivio Moro e ora fanno parte del progetto “Mneo - Archivio Italiano della Memoria” che ne sta realizzando una versione in formato digitale. In questa sezione “Ritagli” ogni settimana saranno pubblicate nuove clip disponibili per la visione.
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“Ullallà, ma è una cuccagna!” Questo lo slogan di Enrico Viarisio che chiudeva ineluttabilmente i caroselli di Alemagna dal 1957 al 1965, che fossero per gelati nei mesi estivi o per il panettone nei mesi invernali. A lungo in coppia con Lia Zoppelli (e nelle ultime serie con Alberto Lionello), Varisio nei caroselli di Alemagna recitava in rima. Risulta evidente che solo bravi attori di teatro potessero riuscire a rendere credibile il messaggio pubblicitario.
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