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1 - BENITO LORENZI, UN ATTACCANTE CHIAMATO “VELENO”
2 - INTER, UNO SCUDETTO LUNGAMENTE ATTESO
3 - MILAN, LA VENDETTA SI CONSUMA FREDDA
4 - CURIOSITA’
5 - CITAZIONI


1 - BENITO LORENZI, UN ATTACCANTE CHIAMATO “VELENO”

Pare che il soprannome “Veleno” gli venisse non dai campi di calcio, ma dalla madre Ida, che, stanca di questo bambino turbolento, gli appioppò l’appellativo di Veleno. Un soprannome che Lorenzi, toscano di origine, seppe mantenere per tutta la carriera, litigando alternativamente con compagni di squadra e avversarsi e mantenendo invece fuori dal campo un atteggiamento da perfetto cristiano con un piccolo record personale di una sola messa domenicale saltata, in un paesino siciliano in cui non riuscì a trovare la chiesa. Memorabile il suo scontro col compagno Nyers durante una partita: lo malmenò dopo un errore, Nyers uscì dal campo, lui lo richiamò sul terreno di gioco, Nyers segnò e gli restituì lo sgarbo. Celebre per schiacciare i testicoli agli avversari nelle mischia in area di rigore, ma anche per gli appellativi con cui si rivolgeva loro in campo. Fu lui a coniare il soprannome di “Marisa” per Boniperti, per sottolineare una sua presunta omosessualità. Giocò prevalentemente nell’Inter dove fu attivo dal 1947 al 1958 per un totale di 314 presenze e 134 gol, coronati da due scudetti. In Nazionale giocò 14 partite e segnò 4 gol. Il suo debutto (Spagna-Italia 1-3) coincise con l’ultima partita azzurra di Valentino Mazzola, scomparso da lì a pochi giorni col Grande Torino. Tra gli episodi emblematici della sua cattiveria viene ricordato il limone che durante un derby sistemò sotto il pallone, non visto da avversari e arbitro, prima che i giocatori del Milan battessero un rigore. Il rigore finì alle stelle, ma Lorenzi dovette scappare dai tifosi inferociti.

2 - INTER, UNO SCUDETTO LUNGAMENTE ATTESO

La vittoria nel derby portò bene all’Inter che da lì prese le mosse per vincere finalmente lo scudetto. Una vittoria che mancava ormai da 13 anni, quando la squadra si chiamava ancora Ambrosiana Inter. A fine stagione l’Inter conquistò lo scudetto con soli due punti sulla Juventus, ma solo perché perse le ultime tre partite, una volta che la conquista delle scudetto si rivelò matematica. La formazione dell’Inter 1953-54 si caratterizzò per la tattica del catenaccio adottata dall’allenatore Alfredo Foni, caratterizzato dalla presenza di un difensore in più, il “libero”, schierato davanti al portiere. Quello del 1952-53 era il primo campionato a 18 squadre del dopoguerra. L’anno successivo l’Inter vinse ancora lo scudetto, ma abbandonando la tattica, poco spettacolare del catenaccio, e puntando su una formula più offensiva. Il suo attacco fu il migliore del campionato, ma i neroazzurri vinsero con solo un punto di vantaggio, ancora sulla Juventus.


3 - MILAN, LA VENDETTA SI CONSUMA FREDDA

Il Milan, come abbiamo visto, fu sconfitto nel derby di andata del 1952-53 e perse sia quello scudetto che il successivo, ma, cambiando ben poco nella formazione, la squadra rossonera si aggiudicò i tre scudetti successivi: 1954-55, 1955-56 e 1956-57, sempre guidati dal capitano Niels Liedholm, poi a lungo allenatore del Milan, perno centrale dell’asse tutto svedese tra Green (il professore), Nordhal (il pompiere) e Liedholm stesso (il Barone), ossia il celeberrimo Gre-No-Li. Nel 1958 il Milan raggiunse anche la finale della Coppa dei Campioni, dove però fu battuto dal grande Real Madrid, che all’epoca ne vinse cinque edizioni consecutive.

4 - CURIOSITÀ

Nordhal, chiamato “Il pompiere” per il lavoro che svolgeva in patria prima di fare il calciatore, vinse 5 volte la classifica cannonieri, realizzò 210 gol in serie A ed è il secondo maggior goleador di sempre, preceduto solo da Silvio Piola. Inoltre lo svedese detiene il record del maggior numero di gol in una sola stagion: 35, sempre col Milan, nella stagione 1949-50. Tra tutti i giocatori che hanno raggiunto i 100 gol è quello con la media gol a partita più alta: 0,77. E’ anche il miglior realizzatore del Milan di tutti i tempi.

Su 173 derby della Madonnina disputati l’Inter ne ha vinti 64, il Milan 58 e 52 sono finiti in parità. L’Inter ha anche segnato più gol. Però a livello di Champions League le due squadre si sono incrociate 4 volte: 2 volte ha vinto il Milan e 2 volte è finito pari. La più grossa vittoria in un derby spetta al Milan: 6-0 l’11 maggio 2001. In campo con l’Inter c’era già il capitano Javier Zanetti.

L’Inter è l’unica squadra di calcio italiana che non è mai retrocessa in serie B

Walter Chiari e Carlo Campanini, i due tifosi che si vedono litigare (per finta) a inizio filmato, sono state una delle coppie guida del cabaret italiano tra gli anni 50 e 60. Usciti entrambi dalla rivista, hanno fatto coppia fissa per decine di anni, specializzandosi nell’imitazione dei Fratelli De Rege e lanciando il celebre tormentone ante litteram: “Vieni avanti, cretino!”

5 - CITAZIONI

«La gioia più grande? Scontata. Il Milan in B. E per ben due volte: una... a pagamento e una... gratis. Sono dell'idea che una retrocessione cancelli almeno cinque scudetti conquistati e che la vittoria di una Mitropa Cup elimini i residui». (Peppino Prisco – vice presidente dell’Inter per quasi mezzo secolo)




RITAGLI

Questo canale ospita documenti filmati sulla storia del nostro Paese a partire dall'inizio del '900. I filmati sono suddivisi in categorie per facilitarne la consultazione: Sport, Costume e Società, Spettacolo, Grande Storia. Provengono dall’Archivio Moro e ora fanno parte del progetto “Mneo - Archivio Italiano della Memoria” che ne sta realizzando una versione in formato digitale. In questa sezione “Ritagli” ogni settimana saranno pubblicate nuove clip disponibili per la visione.
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Siamo nel 1952, il 2 novembre incrociano i bulloni Milan e Inter per il 45esimo derby di serie A. L’imbattuta Inter di Nyers, Skoglund e Benito Lorenzi, detto Veleno, guida la classifica con un punto di vantaggio sui cugini. Dall’altra parte il Milan schiera il famoso trio d’attacco Gre-No-Li, ossia i tre svedesi Green, Nordhal e Liedholm. La partita è combattutissima, ma vince l’Inter con un gol di Lorenzi. 1-0.
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