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  • La Basilica di Superga e il luogo dove si schiantò l'aereo
  • I resti dell'aereo che riportava a casa il Grande Torino
  • Un momento di svago in riva al fiume per la Nazionale spagnola
  • La tifoseria allo stadio Chamartìn di Madrid
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1 - IL GRANDE TORINO, NASCITA DI UN MITO
2 - I RECORD DEL GRANDE TORINO
3 - LA TRAGICA FINE A SUPERGA
4 - VALENTINO MAZZOLA E SUO FIGLIO SANDRO
5 - CURIOSITÀ
6 - CITAZIONI


1 - IL GRANDE TORINO, NASCITA DI UN MITO

Nessuna squadra al mondo ha mai rappresentato per il calcio tutto ciò che è riuscito al Grande Torino. Sarà la tragica fine a cui è andato incontro, sarà il dubbio su quale sarebbero potuti essere i traguardi di questa squadra e questi giocatori o quell’alone di mito che segna sempre le situazioni marchiate dal destino. Bacigalupo, Ballarin, Maroso (Tomà) , Grezar, Rigamonti, Castigliano (Martelli), Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ferraris II (Ossola): questa la formazione tipo. Una squadra che allinea una serie di record impressionanti: cinque scudetti a partire da quello di guerra nel 1943 (anno in cui vince anche la Coppa Italia), ai quattro consecutivi del 1946, 1947, 1948 e 1949, assegnato postumo. La leggenda del Grande Torino inizia nel 1939 quando prende la presidente Ferruccio Novo, attento amministratore ed ex giocatore del Torino. Con lui arrivano altri due personaggi fondamentali per la nascita dello squadrone: l'inglese Leslie Lievesley, allenatore delle giovanili, mentre la guida tecnica fu data a Ernest Egri Erbstein (che, in quanto di origine ebraica, a causa delle leggi razziali collaborò lungamente in incognito).


2 - I RECORD DEL GRANDE TORINO

5 Scudetti ........................... 42/43 45/46 46/47 47/48 48/49
Massimo punteggio in classifica ............ 65 punti (1947/48)
Vittoria casalinga con più alto punteggio .. 10-0 Alessandria (1947/48)
Vittoria in trasferta con più alto punteggio. 7-0 Roma (1945/46)
Partite vinte in casa ...................... 19 su 20 (1947/48)
Punti conquistati in casa .................. 39 su 40 (1947/48)
Reti segnate in campionato ................ 125 (1947/48)
Record di giocatori presenti in nazionale .. 10 giocatori 11/05/47 Italia-Ungheria 3-2

Reti segnate nei 5 anni dello scudetto: 408
Mazzola 97, Gabetto 86, Loik 62, Ossola 50, Menti 39, Castigliano 35, Grezar 19, Martelli 10, Ballarin 4, Bongiorni 2, Fadini, Maroso, Rigamonti e Schubert 1.

3 - SUPERGA: DALLA NEBBIA ALLA LEGGENDA

Torino 4 maggio 1949, ore 17:05. Superga era avvolta in una fitta nebbia. A 30 metri non si vedeva niente. Pochi minuti prima della tragedia il marconista dell’'aereo - un 212 Fiat trimotore - avrebbe richiesto al capo di Torino l'orientamento comunicando di trovarsi in mezzo a una formazione temporalesca a 2000 metri di quota. Poco dopo l'aeroplano si frantumava contro il pianterreno di Superga. Difficile che in un lasso temporale così ridotto e in condizioni climatiche avverse l'aereo fosse disceso di quasi 1300 metri E'più probabile che l'altimetro si sia bloccato e che quindi il pilota, convinto di essere sempre a una quota notevole, non dubitasse minimamente del tragico finale che il destino aveva allestito per la squadra, che con quello schianto entrò direttamente nella leggenda.

4 - VALENTINO MAZZOLA E SUO FIGLIO SANDRO

Valentino Mazzola è stato un grande campione. Suo figlio Sandro anche. E questa è circostanza rara nel mondo del calcio. Un altro esempio può essere quello dei due Maldini, Cesare e Paolo, padre e figlio, entrambi colonne difensive del Milan in epoche diverse. Valentino Mazzola si sposò due volte. Con la prima moglie ebbe due figli di cui uno, Sandro, sarebbe diventato un grande campione dell'Inter. L'altro figlio, anche lui futuro calciatore, venne chiamato Ferruccio in onore di Ferruccio Novo, presidente del "Grande Torino". Nel 1946 il suo matrimonio finì e Mazzola, che nel frattempo si era risposato, ottenne la custodia del figlio Sandro. Da questo episodio Gianni Brera ne ha tratto spunto per rileggere la vicenda calcistica coi toni della tragedia greca. «Era un traccagno di piccola statura - scrive Brera di Valentino - e tuttavia così dotato atleticamente da strabiliare. Scattava da velocista, correva da fondista, tirava con i due piedi come uno specialista del gol, staccava e incornava con mosse da grande acrobata, recuperava in difesa, impostava l' attacco e vi rientrava spesso per concludere. Era insieme regista e match-winner». «Mazzandro invece è un longilineo di alta statura» e per riuscire, novello Edipo, doveva sconfiggere il padre Laio.

5 - CURIOSITA’

Della tragedia del Grande Torino si sono impossessati sia il cinema che la tv. Nel 2005 è uscito il film “Ora e per sempre”, diretto da Vincenzo Verdecchi e scritto da Carmelo Pennisi e Massimiliano Durante, imperniato sulla leggenda del trombettiere del Filadelfia che dava la carica alla squadra. Nello stesso anno su Rai Uno è stato trasmesso lo sceneggiato tv “Il Grande Torino” con la regia di Claudio Bonivento e nel cast Michele Placido e Remo Girone.

Sempre restando in tema di cinema, nel 1940 nella squadra militava anche Raf Vallone che abbandonò la carriera per dedicarsi al cinema e al teatro.

Il Torino era una delle poche squadre a spostarsi in aereo per le trasferte più lunghe, anche se la maggioranza dei giocatori e soprattutto l'allenatore Ferrero non erano contenti, perché avevano paura (chissà un presentimento). Viaggiare in aereo voleva dire arrivare meno affaticati, ma dava anche un' immagine di società scattante e moderna.

Il Grande Torino era considerata la squadra più forte di allora e i granata probabili futuri campioni del mondo, quando avrebbero partecipato ai Campionati mondiali del 1950. Per questo motivo nel luglio 1948 i Brasiliani decisero di ospitarli per alcuni incontri amichevoli, per testare la squadra italiana migliore.

6 - CITAZIONI

“Capitava in quegli anni che la squadra battesse la fiacca, succedeva anche a loro... Allora sentivamo una tromba che suonava la carica e vedevamo capitan Valentino Mazzola rimboccarsi le maniche della maglietta... Da quel momento sembrava che in campo ci fosse una invasione di maglie granata e i gol fioccavano... Non erano tempi avari... Il giorno dopo la tragedia la tromba suonò ancora una volta al Filadelfia, come aveva fatto per tanti anni, per innumerevoli domeniche... Fu una carica senza gioia, senza baldanza, un lungo e rabbioso addio... Da quel giorno nessuno ha più avuto notizia di quella tromba, che io e tanti altri avremmo voluto rivedere almeno una volta... Ma morirò con questo desiderio"... Dal film “Ora e per sempre”





RITAGLI

Questo canale ospita documenti filmati sulla storia del nostro Paese a partire dall'inizio del '900. I filmati sono suddivisi in categorie per facilitarne la consultazione: Sport, Costume e Società, Spettacolo, Grande Storia. Provengono dall’Archivio Moro e ora fanno parte del progetto “Mneo - Archivio Italiano della Memoria” che ne sta realizzando una versione in formato digitale. In questa sezione “Ritagli” ogni settimana saranno pubblicate nuove clip disponibili per la visione.
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E' il 27 marzo 1949. Quella contro la Spagna è l’ultima partita in Nazionale dei componenti della squadra del Grande Torino. Il 4 maggio lo schianto fatale contro la basilica di Superga. Il Grande Torino è la squadra di calcio che ha dominato il periodo bellico e post-bellico in Italia. Al momento di ricostruire una Nazionale italiana, sia l’allenatore che gran parte dei giocatori provenivano dal Torino che fino al ’49 ha vinto quattro scudetti consecutivi. La tragedia di Superga ha impedito ai granata di vincere il quinto.
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