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  • Manifesto sulla giornata della madre e del fanciullo
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1 – DEMOGRAFIA, DEL FASCISMO SEI L’ESSENZA
2 – IL FASCISMO E LA PASSIONE PER LE FESTE
3 - LA FAMIGLIA COME CELLULA BASE DEL POTERE
4 - CURIOSITA’
5 - CITAZIONI


1 – DEMOGRAFIA, DEL FASCISMO SEI L’ESSENZA
Portare l’Italia da 40 a 60 milioni di abitanti era l’obiettivo di Mussolini, riassunto nello slogan “la forza sta nel numero”. Per far questo aveva bisogno del concorso delle donne. La politica demografica e familiare del regime fascista negli anni tra le due guerre viene veicolata da numerose manifestazioni di propaganda: nell’ottobre 1933 a Roma e in tutto il Lazio si svolge la ‘sagra della nuzialità’ che ha il suo apice nella celebrazione in contemporanea di 2620 matrimoni e nella donazione alle nuove coppie di un contributo di 500 lire e di una polizza assicurativa. Nel corso dello stesso anno, il regime fascista istituisce la ‘giornata della madre e del fanciullo’ e premia, con una visita a Roma, le 93 madri più prolifiche d’Italia, una per ognuna delle province italiane. La concezione fascista della famiglia viene riconosciuta a livello giuridico dal codice penale del 1931 e dal codice civile del 1942. Il fascismo dedicò molta attenzione alla celebrazione degli eventi che dovevano costituire la "memoria storica" degli italiani.

2 – IL FASCISMO E LA PASSIONE PER LE FESTE
Le festività non gradite al regime furono abolite o sostituite con altre, inventate o adattate per l'occasione. La festa dei lavoratori, ad esempio, il 1° Maggio, festa socialista per eccellenza, fu abolita e sostituita con la festa del 21 Aprile, "Natale di Roma". Il fascismo privilegiò le feste nazionali e le ricorrenze patrie: le date commemorative della storia unitaria italiana del 4 Novembre, dell’8 Giugno, del 24 Maggio; gli anniversari della rivoluzione fascista del 23 Marzo e del 28 Ottobre ed altre manifestazioni varie: la Festa degli alberi, la Giornata del fiore e della doppia croce, la Giornata della Croce Rossa, la Giornata dell’uva, la Giornata della madre e del fanciullo, la Giornata del Risparmio, la Giornata della Fede.


3 - LA FAMIGLIA COME CELLULA BASE DEL POTERE
"Tutto nello stato, niente al di fuori dello stato". Questa concezione totalitaria del fascismo faceva considerare la famiglia come l'avamposto più lontano del potere governativo. Non doveva esserci alcun conflitto tra gli obblighi verso la famiglia e i doveri verso la patria. Il regime doveva eliminare la famiglia tipo borghese: quella con tendenze individualistiche, con donne pretenziose e uomini egoisti. Si doveva quindi creare un nuovo tipo di famiglia: quella fascista. Da una parte orientata alla sfera pubblica, che non si mettesse mai contro lo Stato o in conflitto con gli interessi della Nazione; dall'altra che si ponesse come istituzione privata dove la sua forza e il suo benessere generale derivassero dalla mediazione tra i bisogni individuali e le richieste della società moderna. In sostanza, la famiglia era per il regime una fonte di stabilità sociale, il fulcro vitale della società stessa. In quell'epoca, dove regnavano ordine e disciplina che in qualche modo assicuravano alla famiglia un forte senso di solidità, le donne e gli uomini soli venivano considerati come non facenti parte della società, in sostanza per esserne parte integrante bisognava passare attraverso la famiglia. La famiglia ideale "fascista" era quindi quella che riproduceva e trasmetteva la struttura autoritaria e classista della società; era il regime stesso con le sue iniziative a formarla e prepararla.

4 - CURIOSITÀ
In Indonesia la festa della mamma viene celebrata il 22 dicembre. E’ l’unico Paese al mondo che si è avvicinato alla data scelta da Mussolini.

L'Opera Nazionale Maternità Infanzia (ONMI) fu fondata il 10 dicembre 1925 con il sostegno di cattolici, nazionalisti e liberali. L'ONMI fu prioritaria per il regime e rimase in vita fino al 1975, quando fu smantellata come "ente inutile".

Sotto il fascismo le operaie delle industrie ricevevano 40 Lire alla nascita di un figlio e un congedo di un mese, prima e dopo il parto.

Quando le madri più prolifiche furono premiate dal Duce nel 1933 l'altoparlante non le chiamò per nome, ma per numero di figli: quattordici, sedici, diciotto.

5 - CITAZIONI
"Mi riferisco in primo luogo alla domanda se le donne abbiano appoggiato il fascismo. Se con appoggio si intende consenso la questione è irrisolvibile, dal momento che in un regime autoritario non esiste la possibilità di esprimere liberamente la propria opinione". (Victoria De Grazia)

"La donna è analitica, non sintetica. Ha forse mai fatto dell'architettura in tutti questi secoli? Le dica di costruirmi una capanna, non dico un tempio. Non lo può. Naturalmente essa non deve essere schiava, ma se io le concedessi il diritto elettorale mi si deriderebbe". (Benito Mussolini)

"Voi dovete essere le custodi dei focolari. Le donne italiane hanno dato prove infinite del loro coraggio. Hanno diritto all'Impero i popoli fecondi. Bisogna curare la razza a cominciare dalla maternità e infanzia". (Benito Mussolini)

"Per Mussolini le donne, in linea di massima non ebbero importanza ed interesse al di fuori della monta. Le trattò quasi sempre, in modo sbrigativo. Quasi brutale. Tanto è vero che gli piacque moltissimo la definizione “orinali di carne”, coniata da Giovanni Papini". (Giancarlo Fusco)


PER SAPERNE DI PIU'

“Le donne nel regime fascista” di Victoria De Grazia, ed. Marsilio, 1993
“Mussolini e le donne” di Giancarlo Fusco, ed. Sellerio, 2006


RITAGLI

Questo canale ospita documenti filmati sulla storia del nostro Paese a partire dall'inizio del '900. I filmati sono suddivisi in categorie per facilitarne la consultazione: Sport, Costume e Società, Spettacolo, Grande Storia. Provengono dall’Archivio Moro e ora fanno parte del progetto “Mneo - Archivio Italiano della Memoria” che ne sta realizzando una versione in formato digitale. In questa sezione “Ritagli” ogni settimana saranno pubblicate nuove clip disponibili per la visione.
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