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  • Il fronte della
  • L'altare di ghiaccio sul Passo Lobbia
  • Targa in onore di Carlo Giordana
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1- L’errata politica delle “cime”
Nel corso del primo conflitto mondiale, l'estremità occidentale del fronte italo-austriaco attraversava i due imponenti gruppi montuosi dell'Ortles-Cevedale e dell'Adamello-Presanella. Allo scoppio delle ostilità i comandi militari Italiani ed Austriaci non erano preparati ad affrontare le problematiche di una guerra di alta montagna con permanenza ad oltre 3000 metri di quota e ben presto si resero conto che la guerra lassù era totalmente diversa rispetto alle altre zone del fronte. Questo per la vastità e la morfologia del territorio che condizionava pesantemente ogni scelta militare. Secondo le strategie dell'epoca solo il possesso delle cime poteva garantire il controllo delle valli e la difesa doveva essere organizzata su più linee successive da abbandonare una ad una a seguito di un eventuale sfondamento avversario della prima linea. Questi due principi portarono a sanguinosi quanto inutili attacchi a cime rivelatesi in seguito non adeguatamente difendibili, nonché alla realizzazione contemporanea di tre o quattro linee difensive, togliendo energie per la formazione di una prima linea forte e disperdendo i reparti in estenuanti lavori dal valore tattico piuttosto scarso.

2 - La messa sull’altare di ghiaccio
Dedicato a Carlo Giordana, il primo conquistatore dell’Adamello, La guerra d’Italia a 3000 metri sull’Adamello narra le fatiche e il sacrificio degli alpini impegnati sul fronte italiano. La cinepresa di Comerio segue, in condizioni estreme, i soldati che, grazie alle teleferiche, portano in alta quota armi e materiali. La lunga fila degli alpini, stracarichi di assi, paglia per i muli, sci e armi, sale verso il ghiacciaio dell’Adamello. Lassù li aspetta un magro rancio e la spaventosa fatica di tirare su i pesanti obici e scavare le trincee nella neve. Dopo aver assistito alla Santa Messa a 3000 metri, gli alpini, con la divisa bianca, partono all’assalto e sparano, dai buchi nelle trincee di neve, mentre i feriti vengono portati all’ospedale da campo. Nei volti di questi soldati, mentre ritornano verso valle, si dipinge la soddisfazione per il pericolo scampato, velata da un sottile velo di rassegnazione.

3 - Il battaglione Morbegno all’attacco
La prima azione di guerra sui ghiacciai fu affidata al battaglione “Morbegno” il 9 giugno 1915. Gli alpini, nel tentativo di cogliere gli austriaci di sorpresa e occupare la Conca Presena, effettuarono una vera impresa alpinistica risalendo la Val Narcanello, il ghiacciaio del Pisgana e attraversando la parte alta di Conca Mandrone. Tuttavia, appena iniziata la discesa in Conca Presena, avvistati, furono sottoposti ad un intenso bombardamento ed al preciso tiro dei Landschutzen (le truppe scelte da montagna dell'esercito austriaco) che, pur essendo di numero assai inferiore, respinsero l'attacco.


4- La conquista della sella del Tonale
Il 25 agosto i reparti italiani furono impegnati in una nuova offensiva sulla sella del Tonale. Gli alpini, affrontando di notte notevoli difficoltà, riuscirono a conquistare la linea di cresta Castellaccio - Lagoscuro - Payer – Pisgana: fin da subito furono approntati i lavori per garantirne la difesa e i collegamenti, e quanto necessario per affrontare l'inverno ormai alle porte. Furono costruite baracche, postazioni d'artiglieria, scavate caverne e intagliati sentieri, sentieri di cui oggi è superstite testimonianza il suggestivo ed aereo "Sentiero dei Fiori" che percorre tutta la cresta.

5 - Il primo inverno sulla neve
Durante il primo inverno di guerra il territorio decisamente ostile e le avversità atmosferiche costrinsero i contendenti ad immani opere di approntamento e di logistica per poter svernare a quote così elevate, in condizioni climatiche al limite della sopravvivenza. Se da un lato gli italiani avevano rafforzato la “Linea dei Passi”, gli austriaci erano saldamente radicati alla testata della Val di Genova, intorno al Rifugio Mandrone, con presidi avanzati sulla dorsale montuosa Lobbia Alta - Monte Fumo. Fu in direzione di questa linea che si concentrarono le azioni italiane della primavera del 1916.
Il 12 aprile gli alpini, raggiunsero Passo Brizio e, irradiandosi a ventaglio sul ghiacciaio, conquistarono con difficoltà la linea Lobbia Alta-Cresta Croce-Dosson di Genova-Monte Fumo, presidiata dagli austriaci.

6- “L’offensiva valanga” degli austriaci
La più significativa e complessa tra tutte le battaglie della “Guerra Bianca”, si svolse tra il 25 e il 28 maggio 1918 e vide impegnati numerosi battaglioni di alpini e oltre 200 pezzi d'artiglieria di ogni calibro.
Il 13 giugno, gli austriaci, in concomitanza con un analogo estremo attacco sul Piave, sferrarono sul Tonale la “Lawine-expedition” (Offensiva Valanga), ma gli italiani resistettero per due giorni ai pressanti assalti, costringendo infine gli austriaci a desistere.

7- Curiosità: il cannone più grosso mai portato in quota
All'azione di fuoco contribuì anche un cannone da 149 G piazzato al Passo Venerocolo, il più grosso pezzo d'artiglieria mai portato a quote così elevate. Il suo trasporto richiese sforzi eccezionali a centinaia di soldati per quasi tre mesi, ma poi contribuì notevolmente a tutte le successive battaglie del fronte dei ghiacciai. Oggi monumento nazionale esso è ancora nella sua ultima postazione di Cresta Croce, a 3276 metri di quota.

Il 15 giugno 1917 gli italiani conquistarono il Corno di Cavento a 3402 metri di quota. Un anno dopo, sempre il 15 giugno, gli austriaci riconquistarono il Corno, ma il 19 luglio 1918 lo persero definitivamente.

La guerra in quota si concluse il 1 novembre 1918 con la conquista della Val di Sole da parte dell’esercito italiano.

6 - Citazioni
Si sta / come d’autunno
sugli alberi / le foglie
(“Soldati”, 1918 - Giuseppe Ungaretti)


"Non pensate mai che la guerra, per quanto necessaria o giustificata, non sia un crimine".
(Ernest Hemingway)





RITAGLI

Questo canale ospita documenti filmati sulla storia del nostro Paese a partire dall'inizio del '900. I filmati sono suddivisi in categorie per facilitarne la consultazione: Sport, Costume e Società, Spettacolo, Grande Storia. Provengono dall’Archivio Moro e ora fanno parte del progetto “Mneo - Archivio Italiano della Memoria” che ne sta realizzando una versione in formato digitale. In questa sezione “Ritagli” ogni settimana saranno pubblicate nuove clip disponibili per la visione.
1915. La Guerra Bianca: un cannone tra le nuvole
27 Aprile, 2010
La Grande Guerra entrò nelle sale cinematografiche italiane attraverso i cinegiornali inglesi e francesi e le pellicole di propaganda tedesche. I primi film prodotti e realizzati in Italia risalgono al 1915. Dopo la dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria-Ungheria, l’industria cinematografica italiana intensifica la produzione di film e cinegiornali di guerra. Di questi film alcuni tra i più significativi vengono girati dal regista e operatore Luca Comerio, autore di "La guerra d’Italia a 3000 metri sull’Adamello".
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